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Omelia

Omelia del 15 Agosto 2004 presieduta dal Sac. Salvatore Alì

(direttore dell'Ufficio di Pastorale Familiare dell'Arcidiocesi di Catania)

- Santa Messa solenne ore 19:30 -

Lodo, benedico e ringrazio il Signore che stasera mi ha chiamato, attraverso l’invito gentile e amico del vostro parroco il carissimo P. Alfio, a presiedere questa santa Eucaristia nella solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria e per voi festa della Madonna delle Grazie. Per me è una gioia e un onore essere con voi in questa festa particolarmente cara alla fede e alla devozione del belpassesi e che quest’anno avete centrato tutta sul tema della famiglia e del suo ruolo nella Chiesa e nella società.

Con Maria accogliamo il vino buono per le nostre famiglie. Qual è questo vino buono? E’ Cristo Gesù, vino nuovo, vino buono che il Padre ci ha donato per mezzo di Maria santissima. E’ Cristo la Grazia riversata su di noi e sulle nostre famiglie, attraverso la quale ci vengono tutte le grazie di cui abbiamo bisogno nel pellegrinaggio di questa vita verso la patria celeste nella quale la Vergine Maria è stata  assunta e dove regna e intercede per tutti.

A lei, dunque, che poc’anzi abbiamo accolto in questa piazza e che ora troneggia da quest’altare chiediamo stasera che Cristo sia la gioia, la pienezza, il senso della nostra vita e della vita delle nostre comunità, delle nostre famiglie.

Ciascuno di noi, carissimi, ha un suo modo d’immaginare  Maria, la Madre di Gesù. Se chiudiamo gli occhi e pensiamo a lei, quale immagine ci rappresentiamo della Madonna? La giovane donna dell’Annunciazione, la Madre col Bambino a Betlemme, l’Addolorata sotto la croce, colei che è presente nel Cenacolo, l’Assunta sfolgorante in cielo?

Sono questi i momenti della storia di Maria santissima, ma la nostra fantasia potrebbe sbizzarrirsi nel pensarla in altri momenti più feriali, più familiari della sua vita di donna, di sposa e di madre.

Mai, comunque, dobbiamo pensare a Maria separata dalla storia della salvezza di cui ella è un tassello prezioso di questo stupendo mosaico; mai la devozione mariana deve essere vissuta come realtà a se stante ma sempre in rapporto a Cristo e alla Chiesa.

Il Concilio Vaticano II, infatti, ha sottolineato questo e ci ha aiutato a riscoprire il vero ruolo di Maria che è quello di essere segno, icona della Chiesa e quindi di ogni battezzato e anche della Chiesa-domestica che è la famiglia cristiana.

I fatti, i gesti, gli atteggiamenti che Maria ha vissuto nella sua vita sono anche ciò che ogni fedele, ogni comunità, ogni famiglia, tutta la Chiesa devono vivere intensamente per essere trasformati ad immagine di Cristo, per rendere testimonianza a Dio che salva, per godere dei frutti di questa salvezza già in questa terra attraverso l’amore fraterno e un giorno nella gloria del Paradiso.

Maria è icona, immagine della Chiesa, ed è icona materna perché essa ha vissuto tutti gli eventi salvifici della sua vita con l’intenzione di estendere a tutti la salvezza che, gioiosamente o dolorosamente, fioriva nella sua esistenza: “tutte le generazioni mi chiameranno beata”. Maria, come nella casa di Elisabetta, come a Cana, si prende cura di noi suoi figli e intercede per quest’umanità ancora sofferente per il peccato ma sempre anelante alla pace e alla giustizia.

Ma quali sono questi momenti vitali presenti nell’esperienza di Maria santissima e che si devono riprodurre nell’itinerario di fede di ogni cristiano, di ogni comunità, di ogni famiglia, per essere veri discepoli di Cristo come lo è stata lei, la prima discepola del Figlio suo Gesù? Guardando a Maria, icona materna della Chiesa, come dobbiamo vivere la nostra fede? “Fate ciò che egli vi dirà”, ci dice Maria, ma cosa dobbiamo fare? Cosa devono fare, anzi come devono essere le nostre famiglie?

 

Innanzitutto, come Maria ha accolto la Parola proveniente da Dio ed ha generato il Salvatore, così le famiglie cristiane, devono accogliere la Parola affinché lasciandosi fecondare da essa nello Spirito santo, producano in loro e attraverso loro frutti di santità e amore.

Occorre ridare il posto che gli spetta alla Parola di Dio; bisogna fondare la propria casa, la propria vita coniugale e familiare,  sulla solida roccia che è Cristo Parola del Dio vivente. Solo così le nostre famiglie cammineranno sicure attraverso il tortuoso sentiero della vita, con la consapevolezza che, nonostante le tempeste violente che purtroppo si abbattono da tante parti sull’istituto del matrimonio e della famiglia minandone le fondamenta, le porte degli inferi, il male, non potranno prevalere perché portano nel loro grembo, nella loro esistenza Cristo, vincitore del peccato e della morte, portatore di gioia e di esultanza.

 

Come Maria in atteggiamento offerente sotto la croce, partecipe all’amarezza di quel momento, ma pieno di fiducia e di speranza, così le famiglie cristiane devono vivere ogni esperienza di rinunzia, di lotta, di sofferenza, di angoscia, con partecipazione consapevole, senza fuggire e sottrarsi, ma con la certezza di un superamento e di una vittoria donata da Cristo, il crocifisso-risorto.

Oggi tante famiglie, soprattutto giovani coppie, di fronte alle difficoltà, alle tante ingerenze sulla loro vita coniugale e familiare, quando sono chiamate a fare delle grandi scelte di vita coniugale e familiare, invece di affrontarle con coraggio e fiducia, si lasciano prendere dallo scoraggiamento, si chiudono in loro stessi, perdendo così la capacità di fare scelte anche difficili, ma se prese insieme a Cristo, scelte che liberano, santificano, annunciano il grande amore di Dio per l’umanità.

 

Come Maria è nel cenacolo insieme ai discepoli, orante nell’attesa dello Spirito santo, generosa fedele nella comunità cristiana, così le famiglie cristiane devono essere vigilanti nella preghiera e premurosi nell’azione come il vangelo di oggi ci ha detto della Vergine Maria.

Solo se la famiglia sa fare della propria vita una continua offerta di lode, una continua preghiera; solo se la famiglia cristiana rimane unita intimamente a Dio può ottenere lo Spirito che è sostegno dell’amore coniugale e familiare e forza nell’impegno di testimonianza della carità a cui ogni famiglia è chiamata. Occorre che come Maria, ogni famiglia si affretti verso ogni situazione di bisogno, di povertà per provvedere ad ogni necessità col dono della propria vita e la testimonianza del proprio amore. E’ quanto mai urgente che le famiglie cristiane diventino protagoniste nella Chiesa e nella società.

 

Infine come Maria è da noi creduta e acclamata nella gloria del Figlio, con Lui risorto primizia del Regno, così le famiglie cristiane devono avere la certezza che la destinazione della loro esistenza è l’eternità, la certezza che ciò che è avvenuto in Maria si compirà anche per ciascuno di noi per cui tutto ciò che viviamo in questa vita ha un senso perché prepara la vera vita, la vita eterna con Dio in cielo.

L’uomo attende di raggiungere quella pienezza di significato per il quale è stato voluto e pensato e anche per l’amore è questo il luminoso destino: raggiungere la sua sorgente, Dio-amore e fondersi in Lui, come un fiume che sfocia nel mare, 

 

Come icona vivente, dunque, Maria continua ad essere nostro modello da imitare e dal Cielo dove regna con Cristo, continua a vegliare e intercedere maternamente sulle vicende liete e tristi di ogni cristiano, di ogni comunità ecclesiale, di ogni famiglia cristiana.

A lei guardiamo pieni di gioia e di gratitudine. A lei affidiamo la nostra vita, il cammino di questa bella comunità parrocchiale e di tutta la Chiesa di Belpasso.

A lei consacriamo le nostre famiglie, chiese-domestiche, santuari dell’amore di Dio, affinché fondate in Cristo, non si scoraggino di fronte alle difficoltà e si smarriscano nel sentiero della vita, ma nell’ascolto della Parola, nella preghiera unanime, con l’aiuto della comunità, testimonino l’Amore forte e potente del Signore con il generoso servizio della carità in attesa di essere accolti in cielo accanto a Cristo, a Maria e a tutti i santi e le sante del Paradiso.

 

O Maria, Madre della vita, madre del vino buono che è Cristo, noi stasera ti affidiamo tutte le nostre famiglie cristiane. Aiutale e rivivere l’amore che Gesù ha testimoniato donando se stesso sulla croce e che incessantemente offre nell’Eucaristia agli sposi, ai genitori, ai figli, affinché la nostra vita diventi dono di amore, di salvezza per tutti. Rendi le nostre famiglie “vino buono” che inebriano di Cristo le realtà dove Cristo Signore le chiama a vivere la grazia del loro sacramento.

Amen.

 

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Ultimo aggiornamento: 15/11/2010