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12/10/2008
Carissimi,
nella luce di Dio si
rivela il senso del nostro incontro e
il vero valore dei dieci anni vissuti insieme.
Ora
che i nostri cammini si diversificano, rimaniamo
realmente presenti gli uni negli altri, nell'unica
Chiesa, per
il mistero della comunione dei santi in Cristo.
Anche
il comune affidamento alla
protezione della Madonna delle Grazie, Santa Lucia
e di sant'Antonio Abate ci
conservi in un reciproco ricordo grato,
affettuoso, pieno di santa Speranza. |

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Don
Alfio Giovanni Privitera
rende
grazie al Signore per
i dieci anni di servizio pastorale nella
parrocchia Sant'Antonio Abate in Belpasso
(13
ottobre 1998 - 12 ottobre 2008)
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09/02/2006
Carissimi, ho deciso di proporvi la lettura del messaggio di Benedetto XVI per la quaresima. Pace.
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MESSAGGIO DI SUA SANTITÀ
BENEDETTO XVI
PER LA QUARESIMA 2006
“Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione” (Mt 9,
36)
Carissimi fratelli e sorelle!
La Quaresima è il tempo privilegiato del pellegrinaggio interiore verso Colui che è la fonte della misericordia. È un pellegrinaggio in cui Lui stesso ci accompagna attraverso il deserto della nostra povertà, sostenendoci nel cammino verso la gioia intensa della Pasqua. Anche nella “valle oscura” di cui parla il Salmista
(Sal 23,4), mentre il tentatore ci suggerisce di disperarci o di riporre una speranza illusoria nell’opera delle nostre mani, Dio ci custodisce e ci sostiene. Sì, anche oggi il Signore ascolta il grido delle moltitudini affamate di gioia, di pace, di amore. Come in ogni epoca, esse si sentono abbandonate. Eppure, anche nella desolazione della miseria, della solitudine, della violenza e della fame, che colpiscono senza distinzione anziani, adulti e bambini, Dio non permette che il buio dell’orrore spadroneggi. Come infatti ha scritto il mio amato Predecessore Giovanni Paolo
II, c’è un “limite divino imposto al male”, ed è la misericordia (Memoria e identità, 29
ss). È in questa prospettiva che ho voluto porre all’inizio di questo Messaggio l’annotazione evangelica secondo cui “Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione”
(Mt 9,36). In questa luce vorrei soffermarmi a riflettere su di una questione molto dibattuta tra i nostri contemporanei: la questione dello sviluppo. Anche oggi lo “sguardo” commosso di Cristo non cessa di posarsi sugli uomini e sui popoli. Egli li guarda sapendo che il “progetto” divino ne prevede la chiamata alla salvezza. Gesù conosce le insidie che si oppongono a tale progetto e si commuove per le folle: decide di difenderle dai lupi anche a prezzo della sua vita. Con quello sguardo Gesù abbraccia i singoli e le moltitudini e tutti consegna al Padre, offrendo se stesso in sacrificio di espiazione.
Illuminata da questa verità pasquale, la Chiesa sa che, per promuovere un pieno sviluppo, è necessario che il nostro “sguardo” sull’uomo si misuri su quello di Cristo. Infatti, in nessun modo è possibile separare la risposta ai bisogni materiali e sociali degli uomini dal soddisfacimento delle profonde necessità del loro cuore. Questo si deve sottolineare tanto maggiormente in questa nostra epoca di grandi trasformazioni, nella quale percepiamo in maniera sempre più viva e urgente la nostra responsabilità verso i poveri del mondo. Già il mio venerato Predecessore, il Papa Paolo VI, identificava con precisione i guasti del sottosviluppo come una sottrazione di umanità. In questo senso nell’Enciclica
Populorum progressio egli denunciava “le carenze materiali di coloro che sono privati del minimo vitale, e le carenze morali di coloro che sono mutilati dall’egoismo… le strutture oppressive, sia che provengano dagli abusi del possesso che da quelli del potere, sia dallo sfruttamento dei lavoratori che dall’ingiustizia delle transazioni” (n. 21). Come antidoto a tali mali Paolo VI suggeriva non soltanto “l’accresciuta considerazione della dignità degli altri, l’orientarsi verso lo spirito di povertà, la cooperazione al bene comune, la volontà di pace”, ma anche “il riconoscimento da parte dell’uomo dei valori supremi e di Dio, che ne è la sorgente e il termine” (ibid.). In questa linea il Papa non esitava a proporre “soprattutto la fede, dono di Dio accolto dalla buona volontà dell’uomo, e l’unità nella carità di Cristo” (ibid.). Dunque, lo “sguardo” di Cristo sulla folla, ci impone di affermare i veri contenuti di quell’«umanesimo plenario» che, ancora secondo Paolo VI, consiste nello “sviluppo di tutto l’uomo e di tutti gli uomini” (ibid., n. 42). Per questo il primo contributo che la Chiesa offre allo sviluppo dell’uomo e dei popoli non si sostanzia in mezzi materiali o in soluzioni tecniche, ma nell’annuncio della verità di Cristo che educa le coscienze e insegna l’autentica dignità della persona e del lavoro, promuovendo la formazione di una cultura che risponda veramente a tutte le domande dell’uomo.
Dinanzi alle terribili sfide della povertà di tanta parte dell’umanità, l’indifferenza e la chiusura nel proprio egoismo si pongono in un contrasto intollerabile con lo “sguardo” di Cristo. Il digiuno e l’elemosina, che, insieme con la preghiera, la Chiesa propone in modo speciale nel periodo della Quaresima, sono occasione propizia per conformarci a quello “sguardo”. Gli esempi dei santi e le molte esperienze missionarie che caratterizzano la storia della Chiesa costituiscono indicazioni preziose sul modo migliore di sostenere lo sviluppo. Anche oggi, nel tempo della interdipendenza globale, si può constatare che nessun progetto economico, sociale o politico sostituisce quel dono di sé all’altro nel quale si esprime la carità. Chi opera secondo questa logica evangelica vive la fede come amicizia con il Dio incarnato e, come Lui, si fa carico dei bisogni materiali e spirituali del prossimo. Lo guarda come incommensurabile mistero, degno di infinita cura ed attenzione. Sa che chi non dà Dio dà troppo poco, come diceva la beata Teresa di Calcutta: “La prima povertà dei popoli è di non conoscere Cristo”. Perciò occorre far trovare Dio nel volto misericordioso di Cristo: senza questa prospettiva, una civiltà non si costruisce su basi solide.
Grazie a uomini e donne obbedienti allo Spirito Santo, nella Chiesa sono sorte molte opere di carità, volte a promuovere lo sviluppo: ospedali, università, scuole di formazione professionale,
micro-imprese. Sono iniziative che, molto prima di altre espressioni della società civile, hanno dato prova della sincera preoccupazione per l’uomo da parte di persone mosse dal messaggio evangelico. Queste opere indicano una strada per guidare ancora oggi il mondo verso una globalizzazione che abbia al suo centro il vero bene dell’uomo e così conduca alla pace autentica. Con la stessa compassione di Gesù per le folle, la Chiesa sente anche oggi come proprio compito quello di chiedere a chi ha responsabilità politiche ed ha tra le mani le leve del potere economico e finanziario di promuovere uno sviluppo basato sul rispetto della dignità di ogni uomo. Un’importante verifica di questo sforzo sarà l’effettiva libertà religiosa, non intesa semplicemente come possibilità di annunciare e celebrare Cristo, ma anche di contribuire alla edificazione di un mondo animato dalla carità. In questo sforzo si iscrive pure l’effettiva considerazione del ruolo centrale che gli autentici valori religiosi svolgono nella vita dell’uomo, quale risposta ai suoi più profondi interrogativi e quale motivazione etica rispetto alle sue responsabilità personali e sociali. Sono questi i criteri in base ai quali i cristiani dovranno imparare anche a valutare con sapienza i programmi di chi li governa.
Non possiamo nasconderci che errori sono stati compiuti nel corso della storia da molti che si professavano discepoli di
Gesù. Non di rado, di fronte all’incombenza di problemi gravi, essi hanno pensato che si dovesse prima migliorare la terra e poi pensare al cielo. La tentazione è stata di ritenere che dinanzi ad urgenze pressanti si dovesse in primo luogo provvedere a cambiare le strutture esterne. Questo ebbe per alcuni come conseguenza la trasformazione del cristianesimo in un moralismo, la sostituzione del credere con il fare. A ragione, perciò, il mio Predecessore di venerata memoria, Giovanni Paolo
II, osservava: “La tentazione oggi è di ridurre il cristianesimo ad una sapienza meramente umana, quasi a una scienza del buon vivere. In un mondo fortemente secolarizzato è avvenuta una graduale secolarizzazione della salvezza, per cui ci si batte sì per l’uomo, ma per un uomo dimezzato. Noi invece sappiamo che Gesù è venuto a portare la salvezza integrale”
(Enc.
Redemptoris missio, 11).
È proprio a questa salvezza integrale che la Quaresima ci vuole condurre in vista della vittoria di Cristo su ogni male che opprime l’uomo. Nel volgerci al divino Maestro, nel convertirci a Lui, nello sperimentare la sua misericordia grazie al sacramento della Riconciliazione, scopriremo uno “sguardo” che ci scruta nel profondo e può rianimare le folle e ciascuno di noi. Esso restituisce la fiducia a quanti non si chiudono nello scetticismo, aprendo di fronte a loro la prospettiva dell’eternità beata. Già nella storia, dunque, il Signore, anche quando l’odio sembra dominare, non fa mai mancare la testimonianza luminosa del suo amore. A
Maria, “di speranza fontana vivace” (Dante Alighieri, Paradiso,
XXXIII, 12) affido il nostro cammino quaresimale, perché ci conduca al suo Figlio. A Lei affido in particolare le moltitudini che ancora oggi, provate dalla povertà, invocano aiuto, sostegno, comprensione. Con questi sentimenti a tutti imparto di cuore una speciale Benedizione Apostolica.
Dal Vaticano, 29 Settembre 2005
BENEDICTUS PP. XVI
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31/10/2005
Carissimi
navigatori,
ogni
tanto mi decido a rinnovare il messaggio di saluto del parroco a
chi entra nel sito.
In
questo periodo (oggi é il 31 Ottobre) che cosa può meritare
particolare attenzione da parte mia?
Halloween!!!
Neppure
so se l'ho scritto bene, ma proprio no, non mi riguarda, é
un'offesa alla mia cultura oltre che alla mia fede.
La
mia attenzione é invece rivolta alla riapertura dei cammini
formativi di questa comunità.
E
non posso non rendere grazie al Signore per questo!
Se
penso a tutto il movimento di catechisti, educatori, animatori,
responsabili, genitori, lavoratori, universitari etc non
posso non dire: "grazie Signore!"
Si,
penso a tutti i ragazzi seguiti dall'A.C.R con i suoi splendidi
animatori e responsabili di settore; penso ai catechisti che
ogni domenica, sotto la guida sapiente delle care orsoline
sacrificano metà della giornata libera settimanale per
stare con i ragazzi (penso anche agli infrasettimanali); penso
alla volontà del coro Magnificat di ritrovare gli stimoli e la
formula per ripartire, agli animatori dei ministranti sempre più
consapevoli di quante attenzioni devono essere riservate ai
ragazzi.
Scusate,
ma con tanta cronaca nera che c'é in giro e con tanta gente che
sa solo denigrare e infangare, volete che io non tiri fuori
dalla mia e dalla vostra memoria ciò che troppo spesso diamo
per scontato perchè possa diventare un motivo di benedizione al
datore di ogni vocazione?
Quindi
continuo a pensare e contemplare e vedo la Corale che sta
cercando nuovi spunti e nuove formule per un benefico
rinnovamento; penso ai gruppi sposi e alla cultura di vita che
stanno portando alla nostra parrocchia (a cominciare dai
responsabili che hanno preso sul serio ciò che dicono...);
penso agli adulti di Azione Cattolica, in particolare agli
animatori ( i magnifici 4) che con fatica, ma credendoci stanno
gettando le basi per un più vero gruppo di adulti
"laici" cristiani... ce la faranno a vincere la coltre
di abitudine e di formalità che spesso ci circonda? So solo che
oggi loro sono 4 profeti per l'Azione Cattolica e credo che la
loro testimonianza debba essere valutata in alte sedi. Da loro parte
quel tanto agognato rinnovamento di questa preziosa
associazione che é stata e rimane il pilastro di questa comunità...
pensaci consigliere diocesano!
Anche
se é ora di pranzo (13,00) sto cercando di impedire al mio
stomaco di avere le meglio sulla mente e sul cuore e continuo a
pensare e contemplare e guardo al comitato
contrassegnato della fermezza degli uomini preoccupati
degli allestimenti per le feste e il carro e al tocco
femminile delle signore che ingentiliscono il tono delle
riunioni e abbeliscono di piccoli particolari la solennità
delle manifestazioni.
Penso
alle coppie di sposi o di fidanzati che offrono il loro
specifico carisma nell'animazione del settore giovanile della
parrocchia combinandosi egregiamente con noi "single",
penso a quel piccolo cuore orante che é il Rinnovamento giù
alla Consolazione da dove, insieme con le valenti signore del
quartiere intercedono ogni sabato per la comunità e la Chiesa
intera.
Lodo
e benedico il Signore per la Caritas che nel silenzio anima la
comunità a farsi attenta ai bisogni dei più deboli, ai
ministri straordinari che estendono alle case degli anziani ed
ammalati la grazia grande di ogni Eucarestia domenicale.
Si,
padre Alfio, ma ora che hai fatto questa lunghissima
introduzione cosa volevi dirci?
Nient'altro
che "Grazie Gesù" e "il Signore vi
benedica".
E
stiamo ancora a pensare che il mondo é alla rovina... ma dove
avete gli occhi? Vi consiglio di fare una bel voto a S.
Lucia; magari quello di segurvi tutta la tredicina!
Pace
e bene!
Sac.
Alfio Giovanni Privitera
parroco
01/07/2004
Carissimi,
la nostra comunità parrocchiale
sta per avere la gioia di rientrare in possesso dell'aula
liturgica che é rimasta chiusa per lavori di "messa in
sicurezza" dallo scorso mese di Ottobre.
I lavori erano necessari e sono
stati significativi per la loro mole, anche se la chiusura così
prolungata (9 mesi) é stata causata da alcune lungaggini
burocratiche o meno per le quali abbiamo potuto fare ben poco
a causa del fatto che i lavori erano seguiti dal Genio Civile.
Purtroppo devo già da ora prevedere la delusione di tanti che speravano, nonostante i
miei ripetuti avvisi in merito, che i lavori comportassero
anche l'aspetto decorativo interno ed esterno.
Abbiamo però ottenuto (e questo
non era inizialmente previsto) che venissero aperti i due
finestroni che si trovano sul presbiterio.
In effetti il presbiterio é il
luogo che contiene alcuni spazi "privilegiati" dello
spazio liturgico ed è ben giusto che sia il più luminoso.
Cristo "irradia il suo
mirabile fulgore" sulla sua Chiesa (popolo
santo di battezzati) ed é bene che l'aula in cui questa realtà
di ogni giorno viene trasformata in celebrazione renda
visibile questa verità anche attraverso la luce del sole
che illumina la mensa, l'ambone, il tabernacolo.
Così ci ricordiamo che il vero
sole é Cristo; la sua luce non si limita ad un'abbronzatura
esteriore, ma riscalda, rinnova, riaccende il cuore di ogni
suo fedele.
Riguardo a tutto il resto dei
lavori spero, con l'aiuto del nostro caro Web Master (Gianni
Motta) di potervi offrire su questo sito una raccolta di
immagini con qualche piccola didascalia perchè tutti possiate
vedere "ciò che i miei occhi hanno veduto" in
questi importanti ma spesso gravosi mesi di cantiere aperto.
Intanto proseguono i lavori per
la sistemazione dei nuovi locali per la pastorale nella casa
che é stata acquistata nello scorso Febbraio.
Ed é la festa della Madonna
delle Grazie con la speciale tematica di quest'anno (la famiglia) che riempirà certamente i nostri cuori di tanta
gioia e di tanto spirito di famiglia.
A questo proposito vi invito a vistare la sezione specifica ed il forum.
A me ed a voi l'augurio di
Pace e bene!
Sac. Alfio Giovanni Privitera
parroco
25/05/2003
Un grazie nello
spazio e nel tempo...
Carissimi,
nello
spazio e nel tempo ci muoviamo, lavoriamo, decidiamo...
esistiamo!
Una
scadenza, un anniversario, un luogo in particolare segnano
spesso tappe importanti della nostra vita, occasioni per
rivivere una esperienza, per riflettere su noi stessi o sul
mondo in cui viviamo.
Il
nostro Dio è entrato in questa storia, non è rimasto e non
rimane distaccato, lontano, immobile riguardo alle nostre
vicende.
Il
segno più strabiliante e al tempo stesso umile e pacificante lo
ha dato quando ha mandato nel mondo il suo unigenito Figlio che
ha lavorato con mani d'uomo, ha sofferto e gioito con cuore
d'uomo, è stato bambino giovane e adulto, è nato, è morto ed
è risorto!
"Ecco
tua madre; ecco tuo figlio" sono anch'esse parole che
ritornano nel nostro oggi perchè il figlio incarnato le ha
pronunciate in uno spazio e in un tempo che avrebbero segnato da
allora la storia... la nostra storia (In ogni Celebrazione
Eucaristica queste parole ritornano a noi anche se non
proclamate perchè in essa si celebra il sacrificio della
croce).
In
questo contesto di santificazione del tempo il santo Padre ci
invita a vivere un intero anno all'insegna della riscoperta de
una forma di preghiera contemplativa della storia del Figlio,
della Madre e di ciascuno di noi: "il Rosario"
Allo
stesso modo non può sfuggire al nostro cuore di figli il 60°
degli eventi bellici accaduti proprio nel corso della quindicina
Mariana il 6 Agosto 1943 e nel quartiere S. Antonio.
Queste
due occasioni specifiche rivestono la festa di quest'anno di una
Grazia tutta particolare e ci ricordano che il tempo e lo spazio
in cui viviamo sono "santi" perchè in essi Dio
cammina, dialoga, vive con noi un'esperienza tutta particolare e
tutto questo è "Salvezza" anche quando la strada che
Lui percorre con noi dovesse per un tratto più o meno lungo
assumere la connotazione di una Via Crucis!
Vostro
Sac.
Alfio Giovanni Privitera
15/03/2003 Carissimi, Buona Pasqua!
Quaresima e primavera; penitenza e risveglio della natura...
Troppo spesso, anche noi cristiani, accusiamo la nostra fede di costringerci, di
soffocare le nostre aspirazioni di felicità. Purtroppo molti pensano che essere cattolico ti costringe a molte rinunce e qualche volta a farti quasi del male per far piacere a Dio.
No...no...no!
Questa é una visione distorta e incompleta della vita di un seguace del Cristo.
"Cristo ci ha liberati perchè restassimo liberi!" per questo non possiamo più permettere al nemico di prendersi ancora gioco di noi.
Ecco il senso dell'astinenza, del digiuno, della penitenza. Chiamatela pure "Ascesi"!
Le cose belle che Dio ha creato per noi, spesso le usiamo male e molte volte rischiamo di farle diventare non semplicemente utili al nostro bene, ma causali del nostro bene.
Questo non è possibile perchè noi siamo molto, molto più importanti; siamo figli del re che le ha create e non possiamo diventarne schiavi.
La quaresima è l'occasione propizia, il "tempo favorevole" per ripristinare gli equilibri.
Pulizie di Pasqua? Si grazie! Ma prima di tutto dentro il mio cuore, dentro la mia mente.
Non sarà Pasqua se non sarà stata quaresima e non sarà risurrezione ciò che non sarà stato via
crucis... statene certi!
Vi ricordate la storia del chicco di frumento?
Auguri!
Il
Parroco
Sac.
Alfio Giovanni Privitera
20/11/2002
In
cammino…
Pochi
mesi ancora di vita per questo sito che cerca di muovere i suoi
primi passi con tanto entusiasmo.
Non
si può certo dire che abbiamo già raggiunto il top di quanto
vorremmo offrire. Pagine
dei gruppi ancora in via di realizzazione, forum aperto forse
troppo presto e senza chiarire bene con gli utenti il senso e la
finalità da dargli (speriamo di dare al più presto una
risposta in questo senso). E’
ancora in via di realizzazione una rubrica (settimanale?) per
comunicare buoni messaggi ai nostri amici.
D’altro
canto gli impegni sono tanti!!!
Ma
è una gran bella esperienza e vogliamo certamente andare avanti
anche se esprimersi significa esporsi, essere apprezzati o
criticati, aiutati o demoliti.
Ci
interessa comunicare la nostra esperienza di comunità e
continueremo a farlo nella speranza che si possa entrare in
rapporti edificanti con chi cerca di costruire la Chiesa con il
nostro stesso entusiasmo seppur con i nostri stessi fallimenti e
successi.
Ci
prepariamo ora ad entrare in Avvento, S. Lucia (e il carro), poi
sarà Natale, S. Antonio Abate.
Il
tempo passa e segna l’evolversi della nostra vita. Una vita è
un’avventura; vissuta nella Chiesa e per la Chiesa poi…
Devi
fare i conti con quello che dice San Paolo: “Vedo il bene e
faccio il male” ma anche confidare come lui nella Grazia di
Dio e sperare.
Come
sarebbe più comodo che il mondo continuasse a fare il suo corso
senza che tu intervenga.
Intervenire
è seccante, stancante, e spesso ti rende impopolare (“Ma che
ti importa? Tira a campare, vivi e lascia vivere e poi chi ti dà
l’autorità di dire l’ultima parola, e nel nome dì
chi?”).
D’altro
canto “Dove sta la verità?”, disse un giorno Ponzio Pilato
alla Verità guardandola in faccia e mandandola a morire
ammazzata sulla croce.
Carissimi
auguri a tutti voi di buon Natale, di un inizio buono del 2003.
Come
mi sembra strano rivolgervi gli auguri così, lo fanno tutti!
Lo fa il
supermercato che vi invita a spendere la tredicesima con più
offerte speciali, lo fanno i nostri politici (anche quelli che
vogliono togliere i crocifissi dalla nostra società).
Scusate,
non so farli gli auguri così e quindi vi auguro in modo a me più
consono: “Buona vita in Gesù Cristo, buona persecuzione nel
suo nome, buon combattimento per ciò che credete più giusto
alla luce del Vangelo”.
A
tutti voi i miei migliori “non auguri” ma vi giunga allo
stesso tempo la benedizione di Dio per cui prego e pregherò
ogni giorno.
Ciao.
Il
Parroco
Sac.
Alfio Giovanni Privitera
28/07/2002
A
Voi tutti Benvenuti.
Noi
pensiamo che, dovunque ci sia una possibilità di incontro, di
confronto, di crescita; lì ci sia posto per Cristo, l'uomo
perfetto, e per la sua Chiesa. Per questo motivo, con la
trepidazione di chi, per la prima volta decide di immergersi
nell'oceano, ma al tempo stesso, con una forza che, ne siamo
consapevoli, ci viene dall'alto, abbiamo deciso di tuffarci,
"a Mari ranni" perché la nostra testimonianza possa
incontrarsi con quella di molti altri; "con le gioie e le
speranze" di tanti altri uomini e donne del nostro tempo.
Per quanto a noi possibile, e nel rispetto delle finalità di un
sito cattolico e parrocchiale, cercheremo di essere un altro
punto d'incontro... Come? Anzitutto molta fantasia e creatività,
poi con la disponibilità di coloro che già sono all'opera per
farci muovere i primi passi in questa grande avventura, poi con
la Vostra disponibilità. Tra non molto i parrocchiani potranno,
attraverso il Web, trasmettere in tempo reale scritti e immagini
a parenti vicini e lontani. Confidiamo ancora di potere creare,
con il permesso degli interessati, un archivio fotografico dei
momenti più importanti della comunità (Festa della Madonna
delle Grazie, incontri,
celebrazioni...) o dei singoli (Battesimi, Prime comunioni, Cresime,
Matrimoni...). Cosa
troverete ancora nel sito? Dagli orari delle celebrazioni ordinarie e straordinarie alle più
interessanti iniziative di gruppi, della Caritas, dai testi di
veglie di preghiera ai canti più nostri presentati dalla Corale
Canticum Vitae o dai ragazzi del coro Magnificat. Dai Forum
tematici alle Vostre (speriamo generose) comunicazioni a
proposito della vita parrocchiale a.....
Piano... piano!
Per
il momento godiamoci l'estate, il mare e la festa della Madonna
delle Grazie, poi ci rivediamo a Settembre.
Arrivederci
Il
Parroco
Sac.
Alfio Giovanni Privitera
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