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Ma Antonio,
questo “anziano” vissuto nel deserto egiziano nella prima
metà del IV secolo, ha ancora qualcosa da dire agli uomini di
oggi? Val la pena visitarlo [e ascoltarlo]?
Forse
nell’immaginario dei cristiani il nome di Antonio evoca una
figura mitica, un eroe dell’ascesi dei tempi antichi, un
austero eremita ritiratosi dal mondo e rifugiatosi nel deserto.
…[abbiamo
la possibilità] di riscoprire un altro Antonio la cui
esperienza umana e spirituale è vicinissima a quella degli
uomini di ogni tempo.
(da
“Antonio e la lotta spirituale” – Qiqajon – Edizioni di
Bose)
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1.
Un giorno il santo abba Antonio, mentre dimorava nel
deserto, fu preso dall’acedia e da grande tenebra nei
pensieri. E diceva a Dio: <<Signore, voglio essere
salvato, ma i pensieri me lo impediscono. Che potrò fare nella
mia afflizione? Come posso essere salvato?>>. Sporgendosi
un poco, Antonio vede un altro come lui, che sta seduto e
lavora, poi si alza dal lavoro e prega, poi di nuovo si siede e
intreccia la corda, poi di nuovo si alza per pregare. Era un
angelo del Signore inviato a correggere Antonio e a
rassicurarlo. E udì l’angelo che diceva: <<Fa così e
sarai salvo>>. Come udì queste parole, fu preso da grande
gioia e coraggio, così fece e si salvò.
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2. Abba Antonio, scrutando l’abisso dei giudizi di Dio,
chiese: <<Signore, come mai alcuni muoiono in giovane età,
altri vecchissimi? E perché alcuni sono poveri e altri sono
ricchi? E come mai degli ingiusti sono ricchi e dei giusti sono
poveri?>>. E giunse a lui una voce che disse:
<<Antonio, veglia su di te>>. Questi giudizi
spettano a Dio; non ti giova conoscerli.
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| 3. Un tale interrogò abba Antonio. Gli disse: <<Che cosa
devo fare per piacere a Dio?>>. L’anziano gli rispose:
<< Fa’ quello che ti ordino: dovunque tu vada, tieni
sempre Dio davanti ai tuoi occhi; qualunque cosa tu faccia,
appoggiati sempre sulla testimonianza delle sante Scritture; in
qualsiasi posto abiti, non andartene presto. Osserva queste tre
cose e sarai salvo>>.
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4. Disse abba Antonio ad abba Poemen: <<Questo è il
grande lavoro dell’uomo: gettare su di sé il proprio peccato
davanti a Dio e attendersi la tentazione fino all’ultimo
respiro>>.
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| 5. Disse ancora: << Nessuno, se non avrà conosciuto la
tentazione, potrà andare nel regno dei cieli. Togli le
tentazioni>>, disse, << e nessuno si salverà>>.
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6. Abba Pambo domandò ad abba Antonio: <<Che debbo
fare?>>. Gli disse l’anziano: << Non confidare
nella tua giustizia, non preoccuparti delle cose che passano,
domina la lingua e il ventre>>.
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| 7. Disse abba Antonio: <<Vidi tutte le reti del Nemico
stese sulla terra e gemendo dissi: Chi potrà sfuggire?>>.
E udii una voce che mi disse: <<L’umiltà>>.
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8. Disse ancora: <<Alcuni rovinano il loro corpo con
l’ascesi, ma poiché mancano di discernimento si allontanano
da Dio>>.
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| 9. Disse ancora: <<Dal prossimo ci vengono la vita e la
morte. Perché se guadagniamo il fratello guadagniamo Dio, ma se
scandalizziamo il fratello pecchiamo contro Cristo>>.
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10. Disse
ancora: << Come i pesci che restano a lungo all’asciutto
muoiono, così i monaci che indugiano fuori dalla cella o si
trattengono tra gente del mondo svigoriscono l’intensità
della loro profonda pace in Dio. E’ necessario, dunque, che,
come il pesce si affretta a ritornare nel mare, così anche noi
ci affrettiamo a ritornare nella cella, perché non accada che,
indugiando all’esterno, dimentichiamo di custodire l’interno>>.
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| 11. Disse
ancora: <<Chi dimora nel deserto e cerca la pace è
liberato da tre guerre: quella dell’udito, della lingua e
degli occhi. Gliene resta una sola: quella del cuore>>.
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12. Alcuni
fratelli vennero a trovare abba Antonio per raccontargli le loro
visioni e sapere se erano vere o se provenivano dai demoni. Essi
avevano un asino che morì lungo il cammino. Quando giunsero
dall’anziano, questi li prevenne: << Come mai
l’asinello è morto durante il viaggio?>>. Gli dissero:
<< come lo sai, abba?>>. Rispose: << Me lo
hanno mostrato i demoni>>. Gli dissero: << E’
proprio per questo che siamo venuti, per chiederti se no siamo
vittime di un inganno, perché abbiamo visioni e spesso si
dimostrano vere>>. E l’anziano, con l’esempio
dell’asino, li convinse che esse provenivano dai demoni.
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13.
Nel deserto vi era un tale che cacciava belve feroci e vide abba
Antonio che scherzava con i fratelli e se ne scandalizzò.
L’anziano voleva fargli capire che bisogna, a volte,
accondiscendere ai fratelli e gli disse: << Metti una
freccia nel tuo arco e tendilo>>. Ed egli lo fece. Gli
disse: <<Tendilo ancora>> ed egli lo tese. Gli disse
di nuovo: << Tendilo >>. Gli rispose il cacciatore:
<< Se lo tendo troppo, l’arco si spezza >>. Gli
disse l’anziano: <<Così avviene anche nell’opera di
Dio. Se con i fratelli tendiamo l’arco oltre misura, si
spezzano presto. Occorre, dunque, di tanto in tanto,
accondiscendere ai fratelli>>.A queste parole il
cacciatore fu preso da compunzione e se ne andò molto edificato
dall’anziano. E anche i fratelli ritornarono nelle loro dimore
fortificati.
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14.
Abba Antonio sentì parlare di un giovane monaco che aveva
compiuto un prodigio lungo la strada: aveva visto alcuni anziani
affaticati dal cammino e aveva ordinato
a degli asini di venire e di portarli da Antonio. Gli
anziani riferirono la cosa ad abba Antonio ed egli disse loro:
<<Questo monaco mi sembra una nave carica di tesori, ma
non so se arriverà in porto>>.Dopo un certo tempo abba
Antonio incominciò improvvisamente a piangere, a strapparsi i
capelli, a gemere. I suoi discepoli
gli domandarono: <<Abba, perché piangi?>>. E
l’anziano disse: <<E’ appena caduta una grande colonna
della Chiesa – intendeva parlare del giovane monaco-; ma
andate da lui>>, disse, << e vedrete che cosa è
accaduto>>. I discepoli andarono e trovarono il monaco
seduto su una stuoia che piangeva il peccato commesso. Vedendo i
discepoli dell’anziano, disse: << Dite all’anziano che
supplichi Dio di concedermi solo dieci giorni, e spero di farne
penitenza>>. Dopo cinque giorni morì.
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| 15. Un monaco
fu lodato dai fratelli presso abba Antonio. Questi lo accolse
presso di se e lo mise alla prova per vedere se sopportava il
disprezzo. Visto che non lo sopportava, gli disse:
<<Somigli a un villaggio ben adorno sul davanti, ma
saccheggiato dai ladri sul retro>>.
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16. Un
fratello disse ad abba Antonio: << Prega per me >>.
Gli rispose l’anziano: <<Non posso aver compassione di
te e neppure Dio l’avrà, se tu stesso non ti impegni nel
supplicare Dio>>.
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| 17. Una volta
alcuni anziani andarono a trovare abba Antonio, e abba Giuseppe
era con loro. L’anziano voleva metterli alla prova; propose
una parola delle Scritture e, a partire dal più giovane,
cominciò a chiedere cosa significasse quella parola. Ciascuno
rispondeva secondo le proprie capacità, ma sempre l’anziano
diceva: <<Non hai ancora trovato>>. Alla fine chiede
ad abba Giuseppe: <<E tu, quale dici sia il significato di
questa parola?>>. Gli rispose: <<non so>>.
Disse allora abba Antonio: <<Davvero abba Giuseppe ha
trovato la via, poiché ha detto: “Non so”>>.
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18.
Alcuni fratelli partirono da Scete per far visita ad abba
Antonio. Saliti sulla nave per andare da lui, trovarono un
anziano che voleva anch’egli recarsi là. I fratelli non lo
conoscevano. Seduti sulla barca discutevano sulle parole dei
padri, sulle Scritture e anche dei loro lavori; ma l’anziano
taceva. Giunti al porto, scoprirono che anche l’anziano si
recava da abba Antonio.Come giunsero da lui, abba Antonio disse
loro: <<Avete trovato una buona compagnia in questo
anziano>>. E all’anziano disse: <<Ti sei trovato
con dei buoni fratelli abba>>. Rispose l’anziano:
<<Sono buoni fratelli, ma la loro casa è priva di porta e
chiunque vuole può entrare nella stalla e sciogliere l’asino>>:
Così disse perché parlavano di qualunque cosa salisse alla
loro bocca.
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| 19. Alcuni
fratelli fecero visita ad abba Antonio e gli dissero:
<<Dicci una parola: come potremo essere salvi?>>.
Disse loro l’anziano: <<Avete ascoltato la Scrittura?
E’ quello che occorre per voi>>. Risposero:
<<Anche da te vogliamo sentire qualcosa, padre>>.
Disse loro l’anziano: <<Dice il Vangelo: Se uno ti
percuote sulla guancia destra, porgigli anche l’altra>>.
Gli dissero: <<Questo non siamo in grado di farlo>>.
Disse loro l’anziano: <<Se non sapete porgere l’altra
guancia, sopportate almeno di essere percossi>>. Gli
dissero:<< Neppure questo sappiamo fare>>. E
l’anziano: <<Se non potete fare neppure questo, almeno
non restituite il male che avete ricevuto>>. Dissero:
<<Non posiamo fare neppure questo>>. Allora
l’anziano disse al suo discepolo: <<Prepara loro un
brodino: sono malati>>. E a loro: <<Se questo non
potete farlo, quest’altro non lo volete, che cosa posso fare
per voi? Bisogna pregare>>.
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20. Un
fratello, che aveva rinunciato al mondo e aveva dato i suoi beni
ai poveri, ma si era tenuto qualcosa per sé, fece visita ad
abba Antonio. Saputa la cosa, l’anziano gli disse: <<Se
vuoi diventare monaco, va’ in quel villaggio, compra della
carne, legala intorno al tuo corpo nudo e poi vieni qui>>.
Il fratello fece così; ma i cani e gli uccelli gli dilaniarono
il corpo. Quando ritornò dall’anziano, questi gli chiese se
aveva fatto ciò che gli aveva consigliato: egli mostrò il suo
corpo pieno di ferite e sant’Antonio gli disse: <<Quelli
che hanno rinunciato al mondo e vogliono tuttavia tenersi delle
ricchezze, vengono dilaniati in questo modo nella lotta contro i
demoni>>.
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| 21. Una volta,
nel monastero di abba Elia, un fratello fu vinto dalla
tentazione. Scacciato di la’, se ne andò sul monte da abba
Antonio. Rimase presso di lui un anno, poi Antonio lo rimandò
al monastero da cui era venuto. Ma i fratelli, quando lo videro,
lo ricacciarono via; quello ritornò da abba Antonio dicendo:
<<Padre, non hanno voluto accogliermi!>>.
L’anziano allora mandò a dire: <<Una nave fece
naufragio nel mare e perdette il carico; a gran fatica riuscì a
salvarsi e a raggiungere la riva. Ma voi volete rigettare nel
mare quello che è arrivato a terra salvo?>>. Quelli, come
udirono che era stato abba Antonio a rimandarlo indietro, lo
accolsero subito.
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22. Disse abba
Antonio: <<Penso che nel corpo vi sia un moto fisico
naturale, ma che non può entrare in azione se l’anima non
vuole. Questo mostra soltanto che nel corpo vi è un moto son
soggetto a passione. Vi è anche un altro moto che trae origine
dal nutrire e riscaldare il corpo con cibi e bevande; il sangue
così riscaldato risveglia energia nel corpo. Per questo anche
l’Apostolo diceva: Non inebriatevi di vino che è fonte di
dissolutezza. E il Signore del Vangelo ordinò ai suoi
discepoli: Badate che i vostri cuori non si appesantiscano in
dissipazioni e ubriachezze. Vi è anche un altro moto proprio di
quelli che combattono, che proviene dai tranelli e dalla gelosia
dei demoni. Occorre dunque sapere che vi sono tre moti nel
corpo: uno naturale, un altro che proviene dai cibi presi senza
discrezione e il terzo che proviene dai demoni>>.
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| 23. Disse
ancora che Dio non permette che contro questa generazione ci
siano guerre come nei tempi antichi, perché sa che è debole e
non ha la forza di sopportarle.
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24. Abba
Antonio nel deserto ebbe questa rivelazione: <<In città
vi è un uomo come te, un medico, che da il superfluo a chi ne
ha bisogno e ogni giorno canta il Trisaghion
insieme agli angeli.
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| 25. Disse abba
Antonio: <<Verrà un tempo in cui gli uomini impazziranno,
e quando vedranno uno che non è pazzo, lo assaliranno
dicendogli: “Sei pazzo!” per il solo fatto che non è come
loro.
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26. Alcuni
fratelli fecero visita ad abba Antonio e gli proposero una
parola del Levitino. L’anziano allora si ritirò nel deserto;
abba Ammonas, che ne conosceva le abitudini, lo seguì di
nascosto. L’anziano si allontanò un po’, stette in
preghiera e invocò a gran voce: <<O Dio, manda Mosè a
istruirmi su questa parola>>. Gli giunse una voce e gli
parlò. Disse poi abba Ammonas: <<Ho udito la voce che
parlava con lui, ma non ho capito il senso del discorso>>.
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| 27. Tre padri
avevano l’abitudine di recarsi ogni anno dal beato Antonio.
Due di loro, lo interrogavano sui pensieri e sulla salvezza
dell’anima; uno, invece, taceva sempre e non chiedeva nulla.
Dopo molto tempo abba Antonio gli disse: <<Da tanto tempo
vieni qui e non mi chiedi niente!>>. E quello gli rispose:
<<Mi basta vederti, padre!>>.
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28. Dicevano
che un anziano domandò a Dio di vedere i padri e li vide, ma
non vide abba Antonio. Disse allora a colui che glieli mostrava:
<<Dov’è abba Antonio?>>. Quello gli rispose:
<<E’ là dove c’è Dio>>.
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| 29. In un
monastero un fratello fu ingiustamente accusato di fornicazione
e andò da abba Antonio. Vennero i fratelli del monastero per
esortarlo a correggersi e ricondurlo con loro. E si misero a
rimproverarlo: <<Tu hai fatto questo!>>. Ma il
fratello si difendeva: <<Non ho fatto niente del
genere>>. Per fortuna si trovava là abba Pafnuzio Cefalas,
che raccontò questa parabola: <<Sulla riva del fiume vidi
un uomo sprofondato nel fango fino alle ginocchia; vennero
alcuni per aiutarlo, ma lo fecero affondare fino al collo>>.
E abba Antonio disse loro, riguardo ad abba Pafnuzio:
<<Ecco un vero uomo, capace di curare le anime e di
salvarle>>. Presi da compunzione per la parola degli
anziani, quelli si inchinarono davanti al fratello, poi,
esortati dai padri, lo ripresero nel monastero.
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30. Alcuni
dicevano che abba Antonio era diventato pneumatoforo, ma non
voleva parlare a motivo della gente. Poteva rivelare ciò che
accadeva nel mondo e gli eventi futuri.
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31.
Una volta abba Antonio ricevette una lettera dell’imperatore
Costanzo, che lo invitava ad andare a Costantinopoli, ed egli
rifletteva su che cosa dovesse fare. Disse
dunque al suo discepolo, abba Paolo: <<Devo
andare?>>. Gli rispose: <<Se vai, ti chiamerai
Antonio, se non vai, abba Antonio>>.
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32. Disse abba
Antonio: <<Io ormai non temo più Dio, ma lo amo perché
l’amore scaccia il timore>>.
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| 33. Disse
ancora: <<Abbi sempre davanti agli occhi il timore di Dio.
Ricordati di colui che da la morte e la vita. Odiate il mondo e
tutto ciò che contiene. Odiate ogni soddisfazione della carne.
Rinunciate a questa vita e vivrete per Dio. Ricordatevi di
quello che avete promesso a Dio, perché ve ne sarà chiesto
conto nel giorno del giudizio. Sopportate la fame, la sete, la
nudità, vegliate, affliggetevi, piangete, gemete nel vostro
cuore. Chiedetevi se siete degni di Dio, disprezzate la carne
per salvare le vostre anime>>.
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34.
Una volta abba Antonio si recò a far visita ad abba Amun sul
monte di Nitria. Dopo che si furono incontrati, abba Amun gli
disse: <<Poiché i tuoi fratelli, grazie alle tue
preghiere, si sono moltiplicati e alcuni di loro vogliono
costruire delle celle lontano per vivere nella pace con Dio, a
quale distanza ordini che si debbano costruire le
celle?>>. Antonio disse. <<Mangeremo all’ora nona,
poi partiremo e ci inoltreremo nel deserto per vedere il
posto>>. Camminarono nel deserto fino al tramonto del
sole, poi abba Antonio disse: <<Preghiamo e piantiamo una
croce in questo posto; poi quelli che vogliono potranno
costruirsi una cella. Così i fratelli che verranno a trovarli,
dopo aver preso il loro pasto all’ora nona, li raggiungeranno
al tramonto; e quelli che partono di qui, alla stessa maniera,
potranno far visita agli altri senza distrazioni>>. La
distanza è di dodici miglia.
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| 35. Disse abba
Antonio: <<Chi batte un pezzo di ferro, prima pensa a
quello che ne vuol fare: se una falce, una spada o una scure.
Così anche noi dobbiamo pensare a quale virtù vogliamo
acquistare per non faticare inutilmente>>.
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36.
Disse ancora: <<Obbedienza e continenza sottomettono le
belve>>.
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| 37. Disse
ancora: << Ho visto dei monaci, dopo molte fatiche, cadere
e perdere il senno perché avevano riposto fiducia nelle loro
opere e avevano trascurato quel precetto che dice: Interroga tuo
padre ed egli te lo annunzierà.
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38. Disse
ancora: <<Se è possibile, il monaco deve confidare agli
anziani quanti passi fa e quante gocce beve nella sua cella, se
non vuole sbagliare in queste cose>>.
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